OLGIATE RENDE OMAGGIO AI CADUTI DI TUTTE LE GUERRE

 

La mattina del 3 novembre tutti gli alunni della scuola secondaria di 1° grado si sono riuniti nel cortile per la commemorazione dei caduti della Prima Guerra Mondiale. La cerimonia si è aperta con l’accoglienza degli alpini e del Sindaco.

Il coro della scuola, diretto dal professor Armando Calvia, ha cantato l’inno d’Italia durante l’alzabandiera, a cui è seguito il discorso del Sindaco sull’importanza della ricorrenza. Finita la celebrazione nel cortile, i ragazzi di terza si sono recati presso la nuova palestra comunale, dove erano presenti anche le classi quinte della scuola primaria.

La seconda parte della celebrazione è iniziata con le parole del Sindaco sul significato della Prima Guerra Mondiale; successivamente la Vice Sindaco è intervenuta sottolineando che noi ragazzi della nuova generazione siamo i responsabili del futuro.

Un gruppo di ragazzi di quinta del liceo scientifico Terragni ha presentato una ricerca multimediale sul Primo Conflitto Mondiale. La cerimonia si è conclusa con la proclamazione del nuovo sindaco junior, Simone Lamperti della classe IIC, che sostituisce il precedente Alessandro Speroni, alunno di IIID.

La scuola aderisce infatti al progetto “Città amica dei ragazzi e delle ragazze” patrocinato dall’Unicef, in collaborazione con l’amministrazione comunale.

Francesca D., IIIE

 

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La mia esperienza come youtuber

Youtube è un mondo che sta spopolando in questo periodo, ed io non potevo evitare di cogliere l’attimo per immergermici in prima persona, azzardando un’avventura da “youtuber”. Gli utenti dei social  di età inferiore ai 14 anni, però, non sono ben visti dal resto della community, quindi emergere dal mare di quegli infiniti canali che portano lo stesso contenuto e di bassa qualità è difficile. Io, nel mio piccolo, cerco di dare tutto me stesso in ogni video, senza badare ai likes, alle iscrizioni o alle condivisioni. Per fare successo su youtube, a parer mio, la prima cosa è il linguaggio. Deve essere semplice ed immediato, per soddisfare tutte le persone che ti seguono.  “Buongiorno tagliaerbosi, bentornati su questo canale scadente! Io sono sono sempre Danielito Tagliaerba….”. Così bisogna fare, semplice, diretto, ma soprattutto stupido.

Perché mi chiamo “Danielito Tagliaerba”? Beh, non lo so neanche io. So solo che la sua “non-sense-aggine” attira iscritti e visual. Anche se prima ho detto il contrario, in realtà il pollicione all’insù fa capire se il contenuto piace ai fans.

Io mi occupo di videogiochi; purtroppo non ho un’ampia gamma da proporre, perchè sono sempre un quattordicenne e il tempo è poco. Per registrare la PlayStation o la Nintendo gli apparecchi costano parecchio, e per un canale modesto come il mio è veramente eccessivo. Gli unici giochi che  propongo, quindi, sono per cellulare/tablet, come Geometry Dash o la colonna portante del mio canale: GCC Pokémon Online.

Attualmente il mio canale ha raggiunto l’enorme cifra di 51 iscritti, e le visualizzazioni totali sono 1448, quindi per un principiante tantissime. Entrando nei particolari, l’editing per me non è un problema, dato che i video durano in media due minuti. Il gioco che, però, mi fa dannare in questo senso è Geometry Dash, perché ad ogni tentativo compaiono tantissime pubblicità, che prontamente oscuro o taglio. Il contenuto del mio canale appare banale, così come il lavoro che c’è sotto, in realtà anche se per soli due/tre minuti ci metto sempre tutto me stesso, dal “Buongiorno tagliaerbosi” iniziale fino alla richiesta di likes.

  Daniele F. III E

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L’orto a scuola

Un’impresa ardua e piena di responsabilità viene assegnata a noi alunni della II E: abbiamo avviato il progetto dell’orto botanico in tecnologia, coinvolgendo allo stesso tempo tutte le altre materie. Abbiamo piantato pomodori, patate, porri, insomma tutto il necessario per prepararci una bella cenetta. Durante le ore di storia e italiano abbiamo cercato informazioni  sull’origine di  ciascuna pianta,  durante le ore di  scienze abbiamo   compilato  delle schede botaniche, abbiamo imparato i nomi  dei nostri ortaggi in inglese, infine    abbiamo realizzato dei disegni.

Visto che il lavoro era troppo e svolgerlo tutti assieme sarebbe stato un fallimento, ci siamo divisi in gruppi assegnandoci diversi compiti. Un gruppo si è dedicato alla manualità, cioè alla costruzione in legno di una serra in miniatura, un altro alla preparazione e scrittura dei cartellini con i rispettivi nomi, uno a scattare foto all’orto, uno a  progettare la disposizione degli ortaggi, e uno alla semina.

Durante le vacanze estive avremo il compito di venire a scuola ad annaffiare le piante  due volte a settimana,  secondo dei turni che abbiamo stabilito. Intanto, con la speranza che i frutti non si ammalino e la grandine non distrugga tutto, continuiamo con orgoglio a curare il nostro orto ogni giorno. Siamo entusiasti di questo progetto perché ci ha dato la possibilità di mettere in atto le nostre abilità e ciò che ci piace fare, ma soprattutto perché ci divertiamo, infatti sono già successi parecchi incidenti con la terra: i vasi, prima di trapiantare le piantine, sono caduti almeno  tre volte!

                                testo:  Greta D.              foto: Davide C.

    

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27 Gennaio, Giorno della memoria

Il 27 gennaio del 1945 sono stati aperti i cancelli di Auschwitz, uno dei più grandi campi di concentramento e sterminio in Polonia, costruito dai nazisti. E’ stato scelto questo giorno per ricordare la Shoah, lo sterminio degli ebrei, degli zingari, degli oppositori politici, insomma di tutti coloro che i nazisti ritenevano pericolosi o indegni di vivere.

Io sapevo già molte cose su questo tragico avvenimento, perché avevo un bisnonno ( morto nel 2011 ) sopravvissuto ai lager nazisti ed i suoi racconti sono ancora vivi nella mia memoria. E’ stato fatto prigioniero quando l’Italia ha firmato l’armistizio con gli Alleati, era stato internato in un campo di concentramento nei pressi di Czestochova, in Polonia. Durante la detenzione nel campo è stato inviato a lavorare in una cartiera ad Aldorf, in Germania poi, a causa della malaria contratta, venne rinchiuso in una cellaIn cella con lui c’era un altro soldato; si sono rivisti 52 anni dopo ed è stato un incontro commovente. Si trovava in Albania quando i tedeschi lo fecero prigioniero, insieme a tanti altri soldati italiani, e lo deportarono nel campo di concentramento di Cestochova, in Polonia. Qui fu rinchiuso in cella di rigore con un altro soldato, di origine calabrese come lui per sette mesi. Mi raccontava che attraverso le sbarre della finestra riusciva a vedere il fumo che usciva dai camini dei forni crematori, sia di giorno che di notte. Dalla cella usciva solo un’ora al giorno, con il fucile dei nazisti puntato dietro la schiena; vedeva per terra montagne di bucce di patate, che avrebbe raccolto, perché aveva sempre fame, ma era vietato raccoglierle, se lo avesse fatto rischiava di essere fucilato. Poi le loro strade si separarono, perché il mio bisnonno fu mandato a lavorare ad Aldorf, in Germania, nella tipografia del quotidiano Zeitung. Fu liberato dalle truppe russe nel marzo del 1945. Per questo periodo di prigionia ha ricevuto un diploma d’onore al valor militare dallo Stato italiano.

A gennaio sono andato a Roma con la mia famiglia e ho visitato il Museo della Shoah, nel ghetto ebraico. Ho conosciuto Attilio, un ebreo scampato alla furia nazista. Mi ha raccontato che il 16 ottobre 1943 2000 ebrei romani sono stati deportati nel campo di sterminio di Auschwitz; soltanto 16 fecero ritorno a Roma. Attilio mi narrò come lui e la sua famiglia quella mattina del 16 ottobre riuscirono a nascondersi nella cantina del palazzo e da lì, scappando attraverso la fogna, riuscirono a raggiungere una via di Roma; qui alcuni “Giusti” li ospitarono sotto falso nome e riuscirono a salvarsi.                             Nel museo ebraico si trovano foto, oggetti personali, diarii dei deportati; quella che mi è rimasta più impressa è la comunicazione che le autorità lasciavano agli ebrei con le indicazioni da seguire per prepararsi alla partenza entro 20 minuti: si chiedeva di portare con sé, oltre ai documenti di riconoscimento, gli oggetti di valore e gli ammalati, perché sarebbero stati curati nel campo!                                                                                                   Alle elementari ho avuto modo di leggere alcune pagine del diario di Anna Frank, una ragazza ebrea morta in un campo di concentramento. Dalla discussione in classe ho appreso il coraggio di Giusti come Schindler, Perlasca e Bartali, che hanno messo a repentaglio la propria vita per salvare migliaia di persone. Schindler salvò più di mille ebrei portandoli a lavorare nella sua fabbrica, strappandoli poi ai nazisti in cambio di molto denaro; morì povero. Perlasca, fingendosi console dell’ambasciata spagnola in Ungheria, riuscì a strappare da morte certa migliaia di ebrei, andando a cercarli fin sui treni, con una finta lista.                                                                                                                Altro “Giusto” che ho conosciuto dalla discussione in classe è Gino Bartali, grande campione di ciclismo italiano durante la guerra. Egli, con il pretesto degli allenamenti, faceva da staffetta tra Toscana e Umbria, nascondendo nella canna della bicicletta documenti e passaporti falsi per far emigrare gli ebrei. Con questo sistema riuscì a salvare 800 ebrei, permettendo loro di emigrare negli USA.

Tutti questi “Giusti” hanno avuto un riconoscimento dallo stato di Israele con Yod Vashem, l’ente nazionale della memoria della Shoah, che ha dedicato un albero a tutti coloro che hanno salvato anche solo un ebreo, perché, come dice il Talmud, “chi salva una vita, salva il mondo intero. Ho saputo però che al Binario 21 della stazione centrale di Milano è scolpita la parola “Indifferenza”, quello che in tanti hanno mostrato davanti a quanto stava accadendo e mi ha fatto riflettere la poesia di Brecht dedicata a chi si mostra disinteressato davanti alle ingiustizie.

 

Mirko, 1C

Mi hanno colpito molto le storie di Giorgio Perlasca e di Bartali, apprese in classe, uomini che hanno salvato molte vite. Abbiamo letto una poesia di Brecht che mette in evidenza l’indifferenza verso la sorte altrui, fino a quando la stessa sorte non ci tocca da vicino.           Personalmente posso riportare alcune storie che mia nonna ha ascoltato da bambina dalle persone anziane del suo cortile, che avevano vissuto quel periodo tragico della guerra e delle deportazioni. Mi ha raccontato che anche ad Olgiate, e nei paesi vicini, tante persone aiutavano gli ebrei a fuggire, li facevano passare attraverso i boschi per raggiungere la Svizzera, dove non sarebbero stati perseguitati. Mettevano a rischio la propria vita perché se fossero stati scoperti sarebbero stati uccisi. Mi ha parlato di una partigiana di Appiano Gentile che raccontava come lei, insieme ad altri Appianesi, avessero aiutato, con fatica, molti ebrei ad attraversare i monti sul lago di Como.

 

Simone, 1C

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La giornata della memoria

Il giorno 26 Gennaio 2017 siamo andati al Teatro Aurora con tutte le altre terze della scuola e i professori, per vedere un documentario in occasione della Giornata della Memoria. L’obiettivo principale era quello di ricordare che il 27 Gennaio 1945 i soldati Russi entrarono nei campi di concentramento di Auschwitz e svelarono al mondo la tragedia della shoah. In particolare abbiamo conosciuto queste vicende attraverso il racconto di Rado Zuccon, un deportato a Buchenwald. Si è scelta proprio la storia di Rado perché per un periodo della sua vita ha vissuto ad Albiolo, un paese vicino a Olgiate Comasco. La durata dell’uscita è stata di circa due ore, dalle 11 alle 13, proprio per questo motivo l’intervallo è stato anticipato di 10 minuti. Al suono della campanella la prof Arcellaschi era già pronta per partire insieme a noi per il teatro. Il tragitto scuola-teatro è stato breve e ci siamo messi in modo abbastanza ordinato lungo la strada.

Appena arrivati lo spettacolo è iniziato con un’introduzione dove i Settegrani, un gruppo di musicisti, ci hanno illustrato come si sarebbero svolte le due ore. Come prima cosa abbiamo visto un filmato riguardante la storia di Rado Zuccon. Rado era un uomo di origine Istriana che negli anni trenta diventò comunista e partigiano e per questo motivo nel 1944 fu mandato nel campo di concentramento in Germania a Buchwnwald. Prima di essere catturato aveva conosciuto una donna di Albiolo, Rosa, il cui padre lavorava in Istria, lei lo ospitava nella sua casa durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale e con lei poi passerà il resto della sua vita. Lui uscì vivo dai campi di concentramento e riuscì anche a tornare a casa dai suoi familiari. Però dopo la seconda guerra venne costretto a passare ancora molti anni in carceri diverse perché ritenuto un traditore da parte del Regime di Tito, in Yugoslavia, così dopo il suo “secondo” ritorno a casa cominciò a raccontare la sua esperienza nei campi di concentramento, infatti alcuni componenti dei Settegrani lo hanno registrato su delle cassette che poi hanno integrato nel documentario.

Alla fine del filmato i Settegrani hanno fatto un piccolo concerto con canzoni di cantanti famosi che avevano come tema la guerra e non solo e hanno eseguito anche un loro inedito intitolato “neve diventeremo” che raccontava, anche attraverso un video, la Seconda Guerra Mondiale. Durante alcune canzoni come Allelujah, la guerra di Piero e Generale coinvolgevano il pubblico facendogli tenere il ritmo con il battito delle mani o facendogli cantare il ritornello.

Dieci minuti prima dell’una siamo tornati a scuola e per un breve periodo di tempo abbiamo parlato con la prof. dello spettacolo e della Seconda Guerra Mondiale.

Secondo me è stato un bello spettacolo, con una storia che fa riflettere molto. Lo spettacolo ha superato di gran lunga le mie aspettative perché mi aspettavo di non sentire molto le canzoni, invece il gruppo ha suonato e cantato molto bene e anche se non è il genere di musica che ascolto, i testi erano molto belli e significativi.                                                         Mi è piaciuto molto lo spettacolo e lo consiglierei ad un’altra persona.                                       Le due frasi secondo me più significative di questo spettacolo sono “perdonare sì, ma non dimenticare” e “La storia siamo noi” tratta da una canzone cantata dai Settegrani di Francesco De Gregori.

Carlotta F. III A

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Modelli e Modellini

Lo studio della Chimica e del corpo umano è interessante ma ha la sue difficoltà, tra cui apprendere nuovi termini scientifici o visualizzare parti del nostro corpo che non possiamo toccare e vedere in azione.

Per superare queste difficoltà, un piccolo gruppo della nostra classe si è dedicato, ad attività operative, parallele allo studio. Nella prima parte dell’anno abbiamo studiato la composizione della materia e la sua struttura, quindi il modellino che vedrete nella prima foto riguarda proprio la struttura del comune sale da cucina, che in termini scientifici è detto Cloruro di Sodio. Il nostro amico Thomas ha portato da casa il materiale, stecchi per gli spiedini e palline di polistirolo di due grandezze diverse, poi il modello è stato ricostruito in classe per ovvii motivi di stabilità del solido. Grazie a Thomas e alla sua capacità di ascolto abbiamo ottenuto i materiali più adatti alla costruzione di questo modellino. Giovanni ha poi collaborato nella ricostruzione. Iniziando a studiare il corpo umano, siamo partiti dallo scheletro e ci ha aiutato il modello dell’ aula di scienze, mancante purtroppo di entrambi le braccia; ci siamo accorti in fretta che le ossa del braccio e della mano sinistra, erano stati riposti in uno scatolone dell’aula, dunque Giovanni si è impegnato a ricostruirlo, dotandosi di fil di ferro per legare le ossa tra loro. Lo spirito generoso di Giovanni si è visto anche qui, quando ha prestato soccorso ad un povero scheletro senza braccia. Il suo ingegno nel cercare le soluzioni disponibili per risolvere tutto a scuola ci dice che non bisogna mai mollare alla prima difficoltà.

Per le vacanze di Natale i ragazzi avevano il compito di realizzare un modellino delle articolazioni più semplici, del braccio o della gamba. Il risultato del lavoro di Roberto, mi sembra sia davvero piacevole e creativo, poiché aiuta a concentrarsi, sulle articolazioni di caviglia e ginocchio, senza dimenticare dettagli importanti come la testa del femore e la forma del piede. Bravo Roberto le gambe sono state una vera fonte di ispirazione per un calciatore come te !!

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In biblioteca la mostra “Parada par tücc”

Venerdì 13 gennaio  ci siamo recati presso la biblioteca comunale per visitare la mostra “Parada par Tücc”.aviary-image-14843408539651

“Parada par Tücc” è un’organizzazione  di volontari comaschi  che  attraverso l’arte  e  la creatività  promuovono   la collaborazione  in un lavoro comune.   Vengono quindi organizzati laboratori artistici gratuiti che terminano con l’allestimento di una sfilata cittadina.

20170113_093520-11La mostra  che abbiamo visitato riguardava il laboratorio di fotografia.  Erano infatti esposte  le foto che catturavano alcuni momenti della sfilata cittadina  del 2016, scattate  da partecipanti al corso e aventi come tema ” Nuovi mondi”.

Erano   immagini molto colorate e sembrava che per scattarle i fotografi avessero fermato il tempo per alcuni secondi.Attraverso  le foto ci sono risultate più chiare le attività dell’associazione e la sua capacità di mettere insieme persone appartenenti a  fasce di età molto diverse, capaci di collaborare a uno stesso progetto in egual modo.aviary-image-14847595326791

 

                                             Testo:Greta D. – Foto: Francesca D. classe II E

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Incontro con le scuole superiori

Venerdì 25 novembre 2016, nella Scuola  Secondaria di primo grado di Olgiate Comasco, si è tenuto un incontro di presentazione di alcuni Istituti superiori della provincia di Como e Varese nell’ambito del progetto “ Orientamento”.

Ad ogni scuola è stata assegnata un’ aula: il primo piano è stato riservato  ai Licei, il  secondo  agli Istituti tecnici e infine   il terzo agli Istituti professionali.

Ogni Istituto  forniva  spiegazioni dettagliate anche sui propri indirizzi, inoltre gli Istituti tecnici e professionali hanno portato esempi di  lavori realizzati dagli alunni nel corso del ciclo di studi.

L’iniziativa ci è sembrata importante e utile , infatti questa serata orientativa  ci  ha permesso di capire meglio i  nostri interessi in vista della scelta della scuola superiore.

                                            Luca e Pietro – classe III E

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Tricolore per il sindaco junior

Giovedì 24 Novembre tutti noi delle classi seconde ci siamo recati in palestra per la proclamazione del Sindaco junior e dei mephoto661038262364780757mbri della Giunta dei ragazzi. La nostra scuola infatti, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, ha aderito al progetto dell’Unicef “Città amiche dei bambini”. La manifestazione è iniziata con il benvenuto del Dirigente scolastico, il quale ha esposto brevemente quello che sarebbe stato il programma. Successivamente la parola è passata al Sindaco di Olgiate Comasco, dott. Moretti, che ha ringraziato l’Istituto per la sua collaborazione, ha comunicato i nomi dei membri della Giunta , precedentemente scelti tra gli alunni della classe II D, ed ha sorteggiato il Sindaco junior. E’ stato nominato primo cittadino dei ragazzi Alessandro, che ha ricevuto tra gli applausi dei presenti lphoto661038262364780732a fascia tricolore. La prestigiosa carica scadrà il 4 Novembre 2017. Una compagna di II C ha spiegato il significato dell’iniziativa, quindi i portavoce di ogni classe hanno esposto gli ambiti di cui ci si occuperà e per i quali si formuleranno delle proposte da sottoporre al Sindaco: ambiente, scuola ,servizi per i ragazzi, cultura e sport. Un responsabile della sicurezza del Comune ha approfittato dell’occasione per illustrare i motivi per cui sono state apportate delle modifiche all’edificio scolastico. Ci ha spiegato che le scale sono state chiuse per motivi di sicurezza in caso di incendio e che è stato messo a norma l’impianto idrico all’esterno. La manifestazione si è conclusa con le parole del Sindaco che ci ha ringraziato nuovamente per la nostra partecipazione e ci ha augurato una buona continuazione.

Francesca D. II E

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Il Consiglio Comunale di Olgiate Comasco

Il giorno martedì 29 novembre noi (Alessandro, Virginia e Flavio) abbiamo partecipato al Consiglio Comunale di Olgiate Comasco, durante il quale siamo stati presentati all’assemblea. Lì abbiamo conosciuto la giunta e i consiglieri comunali, c
he durante la riunione hanno trattato diverse problematiche riguardanti la nostra città. Grazie ad esse abbiamo capito meglio come funziona l’amministrazione all’interno del nostro comune, anche se non è stato facile comprendere i vari argomenti trattati durante il Consiglio, perché erano ricchi di termini a noi sconosciuti. Nonostante ciò, abbiamo capito che uno di quegli argomenti parlava delle varie spese riguardanti le scuole di primo e di secondo grado (ad esempio il costo dell’elettricità, della mensa…). Alla fine di ogni argomento trattato si procedeva alla votazione, che di solito viene approvata dalla maggioranza dei votanti. Non è obbligatorio che tutti approvino quanto discusso, i consiglieri comunali si possono anche astenere o essere contrari. In conclusione possiamo dire che è stato molto interessante ed istruttivo, anche se molte cose per noi erano di difficile comprensione.

 Classe II D

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